Periodo Kamakura
Aristocrazia civile e militare: kuge e buke
Dopo la vittoria nella Genpei (1180-1185), Yorimoto istituì un governo militare a Kamakura, trasferendo il potere dalla Corte e l'aristocrazia civile, kuge, alle grandi casate guerriere, buke, spesso dominate dall'aristocrazia delle provincie lontana dalla corte di Heian.
Prima della guerra Genpei il clan Taira aveva dominato dalla capitale la scena politica per un periodo di circa vent'anni, ma nel 1185 con l'ascesa dei Minamoto si aprì un nuovo capitolo della storia giapponese, poiché Yoritomo, a capo dei Minamoto, creò un centro di potere esterno alla capitale.
Per i kuge, che risiedevano nella capitale Heian, diventava sempre più difficile ottenere la giusta quantità di prodotti dalle tenute agricole, perché gli amministratori simulavano un cattivo raccolto o nascondevano l'incremento della produttività.
Al contrario i buke e la classe guerriera dei bushi trasse giovamento dalla guerra civile e si conquistò l'attenzione degli intelletuali che iniziarono a comporre racconti guerreschi, i gunki monogatari, che fiorirono a partire dal periodo Kamakura.
Kamakura come centro di potere
L'ascesa della classe guerriera segnò la fine del periodo Heian a ciò contribuì la decisione di Yoritomo di esercitare il suo potere da Kamakura, nelle vicinanze delle frontiere nord-orientali del paese e lontanto da Heian, che pur rimanendo la capitale e la sede imperiale, non era più il centro della vita politica.
Yoritomo a differenza di Kiyomori, da lui sconfitto nella guerra Genpei, non aveva usufruito delle istutuzioni di governo della capitale, ma aveva creato un centro di potere militare, il bakufu, che aveva il controllo sulla nazione ed era presieduto da un capo militare, detto shogun.
La carica di seii tai shogun, abbreviata in shogun, esisteva anche in passato ed era affidata ai capi degli eserciti, mandati a sedare le rivolte dei barbari nelle zone nord-orientali, questo spiega la ragione per cui la classe guerriera si sviluppò in questi luoghi, ben lontani dalla capitale.
Nel 1192 l'imperatore Go Toba affidò la carica di shogun a Yoritomo, non gli conferì solo poteri militari, come avveniva in passato, ma anche la delega di potere politico, che fino ad allora era spettata ai membri dell'aristocrazia di Corte, e in ogni caso anche con Kiyomori era stata esercitata dalla capitale.
Con Yoritomo, invece, il bakufu a Kamakura divenne il centro amministrativo e militare del paese sostituendosi al governo imperiale, che incapace di mantenere la pace interna e sedare i conflitti per il controllo delle terre, delegava tali compiti al bakufu.
Nel periodo Kamakura, però, il bakufu non si sostituì completamente al governo imperiale si creò, quindi, una sorta di governo duale in cui governo imperiale e militare operavano in equilibrio.
Yoritomo e il sistema feudale del periodo Kamakura
Yoritomo, dopo aver eliminato il fratello Yoshitsune, che aveva contrubuito alla sconfitta di Kiyomori, divenne il più potente capo militare del paese alla guida di una coalizione di guerrieri provinciali.
Yoritomo aveva assegnato ai guerrieri suoi seguaci il titolo di gokenin conferendogli terre e potere in cambio della loro fedeltà, creando così dei rapporti feudali basati sulla relazione personale e politica tra vassallo e signore.
Ciò comporto delle modifiche nel sistema dello shoen nel periodo Kamakura, infatti, i terreni non erano sotto il controllo dei governatori provinciali, kokushi, ma venivano controllati dai vassalli che Yoritomo inviava dal bakufu.
Gli Shugo
Yorimoto continuò a cercare la legittimazione del governo imperiale e nel 1185 ottenne il titolo di sototsuibushi, ossia capo della polizia militare, grazie a cui poteva inviare in tutte le provincie un suo dipendente per sedare le rivolte e svolgere compiti di sorveglianza.
Questi personaggi presero il nome di shugo, ossia governatori militari che avrebbero dovuto affiancare i governatori provinciali, kokushi, inviati dal governo, ma che di fatto si sostituirono ad essi svolgendo anche il ruolo di amministratori.
I Jito
Nel 1190 il potere di Yoritono fu esteso e gli fu conferita la carica di soshugo e sojito ossia capo degli shugo e dei jito, col diritto di inviare questi funzionari anche fuori dai suoi territori.
I jito, inizialmente, erano funzionari incaricati di riscuottere le imposte nelle tenute degli alti funzionari di corte.
Yoritomo inviò i jito in ciascuna delle sue tenute col compito di mantenere la pace, spartire equamente il raccolto e ritirare, quando necessario, una tassa di emergenza, detta hyoromai, che poteva essere richiesta anche alle terre escluse dallo shoen.
La figura dello jito finì così per oscurare quella degli amministratori scelti dal proprietario.
La carica di shogun nel periodo kamakura
Yoritomo tramite shogu e jito, riuscì a controllare tutto il Giappone, dando alla sua rete amministrativa un carattere nazionale.
Nel 1192 ottene anche un'ulteriore legittimazione imperiale con il titolo di shogun inviato contro i barbari, che egli riuscì a sconfiggere estendendo le frontiere giapponesi a nord-est.
Il potere di Yoritomo, però, non si basava solo sulla legittimazione imperiale, ma anche sugli introiti che provenivano dalle grandi tenute di cui era proprietario.
L'apparato amministrativo del bakufu
L'apparato amministrativo del bafuku si basava su tre organismi: il Samurai Dokoro, il Mandokoro e il Monchujo.
Il Samurai Dokoro era l'Ufficio per gli affari militari e fu istituito da Yorimono nel 1180, agli inizi della guerra Genpei, aveva il compito di sorvegliare i vasalli e dirigere militari e polizia.
Il Mandokoro era l'Ufficio amministrativo nel quale nel 1191 confluì il Kumonjo, un Ufficio dei documenti pubblici che era stato istituito nel 1884, si doveva occupare di questioni politiche e amministrative.
Infine vi era il Monchujo che corrispondeva alla Corte d'appello e doveva dirimere le contese e far rispettare le leggi.
Fino al 1185 questi organismi erano limiati al clan Minamoto ma in seguito entrarono a far parte del bakufu e a riguardare tutte le terre da esso controllate.
La gerarchia militare e il bushido
Nella classe militare del periodo Kamakura esisteva una rigida gerarchia al cui vertice, dopo lo shogun, si trovano i gokenin, una cerchia ristretta di vassalli con privilegi economici e cariche pubbliche.
Sotto di loro si trovavano i samurai dotati di armi e seguaci, mentre ancora più in basso si trovavano i zusa, ossia i fanti privi di cavalli e armature elaborate.
In tutti i gradi della gerarchia era dovuta obbedienza al superiore e bisognava rispettare il bushido, codice che aveva come valori il coraggio, l'onore, la frugalità e la disciplina.
La morte di Yoritomo
Nel 1199 Yoritomo morì con due figli Yoriie e Sanetomo avuti dalla moglie Hojo Masako, che si fece monaca.
Dopo diverse dispute per la successione nel governo del bakufu, dal 1202 al 1203 venne nominato come shogun Yoriie, dal 1203 fu sostituito dal fratello Sanetomo, nello stesso anno il nonno materno Hojo Tokimasa, assunse la carica di shikken, ossia di reggente dello shogun.
La famiglia Hojo mantenne il monopolio sulla carica di shikken, garantendo un periodo di pace e tranquillità che generò un aumento della produttività delle campagne.
Il governo Hojo
Inizialmente il governo militare di Kamkura non riuscì a porre sotto il proprio controllo tutte le terre dell'aristocrazia della capitale e nel 1221 l'imperatore Go Toba cercò addiritura si attacare il bakufu.
L'attacco di Go Toba fallì, egli fu esiliato e sostituito da un imperatore più gradito a Kamakura, inoltre il governo Hojo sequestrò le terre dell'aristocrazia di Corte ribelle.
Vennero anche scelti due tandai, rappresentanti dello shogun, che avevano il compito di vigilare sulla Corte e approvarne ogni iniziativa, furono inviati dei jito in tutto il paese e istituiti organi come il Gran Consiglio di stato allo scopo di rafforzare il governo di Kamakura.
Il governo Hojo nel 1232 emanò anche il Codice Jodei, costituito da 51 articoli, che regolava i compiti dei funzionari e invitava al buon senso piuttosto che alla rigida osservanza delle norme.
diffusione del Buddhismo
Nel periodo Kamakura il Buddhismo si diffuse anche nelle classi meno agiate della popolazione, furono trascurate le dottrine esoteriche in favore di quelle facilmente fruibili da tutta la popolazione, come la dottrina della Terra Pura che prometteva il paradiso a chi invocava sinceramente Amida.
Nacque anche la scuola del Loto, Hokke, che rivendicava l'importanza dell'omonimo sutra.
Fra l'aristocrazia militare si diffuse in particolar modo il buddhismo Zen, che riteneva possibile, attraverso la disciplina mentale, arrivare a una conoscenza interiore che permetesse di avere una personalità solida e decisa.
I monasteri zen accoglievano i guerrieri e li mettevano in contatto con la cultura senza però interferire nella vita politica.
L'invasione mongola
Nel 1266, i mongoli che ormai avevano conquistato la Cina, chiesero al Giappone di sottomettersi alla loro autorità, il governo degli Hojo si rifiutò e nel 1274 si trovò ad affrontare un esercito 40.000 mongoli, ma la battaglia si concluse dopo un solo giorno grazie a un tifone che constrinse l'esercito nemico alla ritirata.
Nel 1281 fu inviato un esercito quattro volte superiore ma anche questa volta un providenziale tifone mise fine alla battaglia, tuttavia il governo di Kamakura non fu in grado di risarcire i famigliari delle vittime dello scontro e ciò segnò l'inizio della sua decadenza.


