Periodo Jomon
Orgine del termine Jomon
Negli anni Venti il termine Jomon incominciò a essere usato per indicare un particolare tipo di vasellame e poi per denominare il periodo giapponese in cui venne prodotto.
La ceramica jomon venne riconosciuta dalla comunità scientifica grazie a Edward Sylvester Morse, uno zoologo americano, che in un rapporto sugli scavi intitolato Shell Mound of Omori, pubblicato nel 1879, descrisse le ceramiche giapponesi dette jomon, caratterizzate dalla cosidetta decorazione "a segni di corde".
I primi insediamenti semi-stabili
Alcune scoperte nei siti archeologici nel nord di Kyushu e nello Shikoku occidentale testimonierebbero l'anteriorità delle prime ceramiche giapponesi rispetto a quelle cinesi.
I rifugi nella roccia di Fukui e di Kami Kuroiwa vengono addiritura datati a 12.000 anni fa con il metodo del C14.
Nei kaizuka (mucchi di conchiglie in cui si ammassavao i resti di cibo) sono stati ritrovati resti di ami e arpioni a testimonianza che già nel periodo Jomon veniva praticata la pesca, perlomeno dalle popolazioni costiere nel Sud, mentre le popolazioni che vivevano nelle zone più interne ricorrevano ancora alla caccia e alla raccolta.
A questo periodo risalirebbero anche i primi insediamenti semi-stabili e alcuni studiosi in base al ritrovamento, ad Asabane, di asce in pietra poco taglienti hanno ipotizzato che al periodo Jomon si possa far risalire anche la nascita delle prime colture di cereali.
I siti semi-stabili erano più numerosi nel nord-est di Honshu e a Kyushu, nel Tohoku sono stati rinvenuti i resti di insediamenti di forma allungata su una fossa circolare talvolta dotati di pavimentazioni lastricate risalenti al tardo Jomon.
Il culto dei morti
In questo periodo i riti funebri sono ancora rozzi il corpo, a volte con le ginocchia piegate al petto, viene gettato in un pozzo e poi richuso con una pietra.
Sono state anche ritrovate delle statuine, dette dogu alte fra i i 20 e i 30 cm di aspetto umano o animale ma pare non siano legate al culto dei morti.
Ornamenti e architettura
Fra i reperti del periodo Jomon sono stati ritrovati anche ornamenti per corpo e capelli, bracciali, collane e orecchini in pietra, legno, osso e argilla.
Inoltre pare risalgano alla fine di questo periodo delle maschere in argilla dette domen.
Per quanto riguarda l'architettura sono stati ritrovati dei raggrupamenti di pietre in posizione verticale, dette sekibo rappresentati simboli fallici, il gruppo più numeroso è stato ritrovato nel 1992 a Miyagawa.
Le ceramiche Jomon
L'evento più rilevante dell'epoca Jomon è stata l'invenzione delle ceramiche decorate a corde, venivano realizzate con la tecnica del colombino e poi decorate con motivi a spina di pesce grazie a delle cordicelle attorciliate intorno a un bastoncino.
Inizialmente venivano realizzate solo delle giare dal fondo piatto ma nel corso del periodo Jomon la lavorazione della ceramica si è evoluta con la produzione di ciotole, coppe e vasi.
Si evolvono anche i motivi decorativi spesso naturalistici o zoomorfi.
Fonti
Si è cercato di riassumere quanto contenuto in Storia del Giappone e dei giapponesi di Robert Calvet, traduzione a cura di Dario Buzzolan, edito nel 2008 da Lindau s.r.l. La lettura è consigliata a tutti coloro che vogliono capire qualcosa di più della storia giapponese, che in questa pagina è affrontata in modo rapido e poco curato senza rendere giustizia al libro a cui si fa riferimento.


