Periodo Heisei

Il periodo Heisei

Il periodo Heisei è quel lasso temporale della storia giapponese che parte dal 1989 ed è attualmente in corso, durante il quale regna l'imperatore Akihito.

La principale caratteristica del periodo Heisei è l’instabilità, sia politica, per la crisi del Partito Liberaldemocratico, che economica, per lo scoppio della bolla speculativa.

La crisi economica

Fra il 1986 e il 1991 si andò gonfiando in Giappone, quella che viene definita, bolla speculativa, divennero sempre di più le imprese e i cittadini disposti a investire nel mercato azionario e immobiliare, anche grazie alla concessione di prestiti a basso tasso di interesse, all’apprezzamento dello yen e alla deregolamentazione finanziaria.

Ma all’inizio degli anni Novanta la bolla scoppia, le banche, infatti, non sono in grado di esigere i prestiti concessi, a causa dell’insolvenza dei clienti. Il pignoramento dei beni in garanzia, diventa inutile, poiché ormai privi del valore originario.

Si assistete per tutti gli anni Novanta a un sostanziale calo della domanda inarrestabile, nonostante l’aumento della spesa pubblica per tentare di sostenere il mercato e evitare il crollo delle banche.

A peggiorare la situazione vi fu un calo delle nascite, l’aumentò della disoccupazione che raggiunse nel 2002 il record negativo del 5,2% e una forte instabilità politica.

La crisi politica

Alla fine degli anni Ottanta il Partito Liberaldemocratico (indicato in seguito come PLD), che aveva dominato le scene dal 1955, andava perdendo consensi. Fra le cause della crisi del PLD vi era la fine della guerra fredda, con il crollol del muro di Berlino nel ’89, infatti, erano venuto a mancare il collante ideologico che aveva unito le varie correnti in senso anti-comunista.

Venendo a mancare la coesione interna i rapporti fra le fazioni interne al partito e fra i loro leader erano sempre più conflittuali, altrettanto forti erano i conflitti generazionali fra la vecchie classe politica e le wakate, “le giovani braccia”, desiderose di prendere il posto dei loro predecessori.

A dare il colpo di grazia al PLD furono i numerosi scandali in cui vennero coinvolti i suoi membri, fra cui Kanemaru Shin, accusato di corruzione e arrestato nel 1993, anno che segnò di Hosokawa Morihiro.

Hosokawa Morihiro

Hosokawa era stato un giornalista dell’Asahi Shinbun e aveva avuto diverse esperienze politiche sia come parlamentare che governatore. Era un volto relativamente giovane, appartenente al neopartito Nihon Shinto, in cui gli elettori avevano riposto le speranze per un rinnovamento della classe politica e la fine di fenomeni di corruzione sempre più diffusi.

Le aspettative per un totale cambiamento del sistema di corruzione che legava politici, burocrati e grandi imprese dovettero presto essere ridimensionate. Si cercò di ridurre i costi della politica diminuendo il numero di parlamentari; ma legge che avrebbe dovuto vietare donazioni a singoli esponenti dei partiti da parte di società fu accantonata.

Sul piano internazionale il primo ministro Hosokawa, dapprima assunse un atteggiamento intransigente, dimostrandosi poco favorevole a cedere alle pressioni statunitensi, ma poi finì per capitolare di fronte alle richieste del presidente Clinton che prevedevano l’apertura del mercato nipponico agli USA.

L’incapacità di portare a buon termine le trattative con gli Stati Uniti e di mantenere fede al programma elettorale, costrinsero nel 1994 Hosokawa a presentare le dimissioni.

Hata Tsutomu

Il successore di Hosokawa, era Hata Tsutomu, ex liberaldemocratico, poi appogiatosi al partito Kaishin e ministro degli esteri nel precedente governo.

Il governo Hata si dimostrò incapace di portare avanti il progetto di riforme fiscali amministrative, necessarie al paese. Inoltre non fu in grado di riparare alle affermazioni del ministro della giustizia Nagaano Shigeto, che aveva negato le responsabilità giapponesi nel massacro di Nanchino, provocando reazioni poco amichevoli da parte dei paesi del Sudest Asiatico.

L’unico successo di Hata fu l’’approvazione della finanziaria, dopo la quale nel giugno del 1994, lasciò il posto di primo ministro.

Maruyama Tomiichi

Nel 1994 si instaurò al governo, Maruyama Tomiichi, leader del partito socialista, fra i cui obbiettivi vi era il rispetto ossequioso del pacifismo costituzionale. Il primo ministro socialista si discostò però dai punti programmatici, impegnandosi al rispetto del Trattato di sicurezza con gli USA e legittimando le forze di autodifesa.

All’interno della coalizione al governo mancava un collante ideologico e una visione comune tanto che mentre Maruyama, si scusava per gli errori del governo coloniale e le cosidette “comfort women” gli altri ministri visitavano il santuario Yasukuni, dove erano sepolti anche i criminali di guerra.

Hashimoto Ryutaro

Mentre le elezione del luglio 1995, dimostravano la debolezza dei socialisti di Maruyama, il leader liberaldeomocratico, Hashimoto Ryutaro si impegnava per aumentare la coesione interna al partito.

Gli sforzi di Hashimoto furono ripagati l’anno successivo quando ottenne il seggio di primo ministro con le dimissioni del suo predecessor.

In politica estera Hashimoto promosse un riavvicinamento agli USA che avrebbe dovuto favorire la cooperazione economica fra i due paesi e velocizzare la riduzione della presenza militare americana ad Okinawa.

Sul piano della politica interna Hashimoto decise, nonostante il totale disaccordo dell’opposizione, di stanziare dei fondi per risanare le jusen, società che concedevano prestiti per l’acquisto di immobili.

Sempre per quanto riguarda a politica interna il governo Hashimoto portò la tassa sui consumi dal 3 al 5 percento guadagnandosi le critiche dell’opposizione e dei cittadini.

Nel 1996 Hashimoto fu rieletto con il nuovo sistema elettorale, ma la vita politica del paese divenne più complicata per la frammentazione dei partiti e la nascita di un sistema sempre più multipolare.

Di particolare rilievo fu la nascita Minshuto, il partito democratico, distaccatosi dal partito socialista e guidato da Hatoyama Yukio e Naoto Kan, che ottennero la leadership del governo dal 2009.

Imperatore Akihito
Imperatore Akihito foto di Shawnc con licenza CC Attribution
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