Storiografia giapponese
La nascita della storiografia su modello cinese
La storiografia giapponese nasce sul modello cinese secondo la dottrina confuciana della storia che esalta la tradizione.
La storiografia cinese prevedeva quattro filoni principali: annali, monografie su personaggi cinesi, cronologie e genealogie, biografie di personaggi stranieri.
Fino al tardo periodo Heian con la stesura dell’ Okagami, in cui si tenta di dare un’interpretazione della storia, anche la produzione giapponese sarà di tipo annalistico.
Storiografia del periodo Nara
Durante il Periodo Nara vengono redatti il Nihon Shoki e il Kojiki entrambe a carattere storico.
Il Kojiki è stato concluso da O no Yasumaro nel 712, in tre maki, tratta il periodo dalle origini fino al 628 con elementi mitologici e leggendari.
Il Nihonshoki venne redatto nel 720 dal principe Toneri e altri e tratta il periodo che va dalle origini al 697 in trenta maki.
Poiché ha lo scopo di far conoscere anche nel continente la supremazia del clan Yamato è scritto in cinese, si tratta della prima di sei opere note come Rikkokushi.
Storiografia del periodo Heian
Al periodo Heian risalgono gli atri cinque libri che compongono i Rikkokushi : Shoku Nihongi, chr copre il periodo dal 697 al 791, Nihon Koki, dal 792 all’833, Shoku Nihon Koki, dal l’833 all’850, Nihon Montoku Jitsuroku, dall’850 all’858 e infine il Nihon Sandai Jitsuroku, dall’858 all’887.
Man mano che vennero scritte queste opere storiografiche assunsero un carattere sempre più annalistico ossia si compilarono in base agli anni di regno di un certo imperatore, inoltre, gli ultimi due seguivano il modello shilu cinese, che prevedeva che la storie fossero compilate dopo la morte dell’imperatore e riguardassero solo il suo regno, arricchite, però, da digressioni sulla vita e i personaggi della corte,
In questo periodo venero anche gli Shikyo composti da quattro parti: Okagami, Mizukami, Imakagami e Masukagami. Insieme comprono il periodo che và dal dall’imperatore Jinmu allo shogunato di Kamakura.
L’Okagami, letteralmente “grande specchio”, scritto tra l’XI e il XII secolo, esamina gli anni dall’885 al 1025, cercando, per la prima volta, di dare un’interpretazione della storia, che viene raccontata sottoforma dialogica da degli anziani ultracentenari a un gruppo di giovani.
L’Okagami è scritto in kana usando la lingua parlata dell’epoca e lo stile utilizzato fa si che venga considerato anche un rekishi monogatari, una sorta di racconto storico.
Storiografia del periodo Kamakura
Risale al periodo Kamakura, invece, l’Azuma Kagami, un’opera composta da 52 capitoli, in cui si raccontano gli ordini militari e amministrativi dello shogun, ma anche i rapporti con la corte e i passatempi e lo stile di vita dei guerrieri, sottoforma di diario giornaliero.
L’opera è scritta in cinese, nel tentativo di imitare la produzione storica della corte di Kyoto, ma l’utilizzo di espressione gergali e dialettali, mette in evidenza la mancanza di cultura e la minore conoscenza del cinese della’aristocrazia guerriera rispetto all’aristocrazia civile della corte di Kyoto.
Al periodo Kamakura risale anche il Masukagami, appartenente alla raccolta degli Shikyo, e il Gukansho scritto in kana intorno al 1220 da Jien, imparentato coi Fujiwara e massima autorità del tempio Enryaku.
Il testo è infarcito di concetti shintoisti e buddhisti come il ricorso ai kami e agli antenati divini per spiegare i rapporti tra l’imperatore e le famiglie della corte o la ripresa della credenza buddhista che si fosse arrivati al periodo della degenerazione della legge, mappo.
L’unica costante di un mondo impermanente è il dori, che regola la vita politica verso la giustizia e la moralità.
Storiografia del periodo Muromachi
Per quanto riguarda il periodo Muromachi degno di nota è il Jinnoshotoki, scritto da Kitabatake Chikafusa, un cortigiano di Go Daigo, per legittimare la corte di Yoshino creatasi dopo la Restaurazione Kemmu.
L’opera, servendosi della genealogia del Kojiki, ripercorrendo così i regni degli imperatori leggendari e reali e enfatizzando il valore dei tre oggetti sacri (spada, specchio e particolari gioielli), che spettavano al legittimo erede al trono.
Storiografia del periodo Tokugawa
Dopo un intervallo di due scoli circa in cui non venne prodotta una storiografia rilevante, nel periodo Edo, Ieyasu Tokugawa riprese in considerazione l’Azuma Kagami, dando inizio a uno studio critico della storiografia che vedeva la filologia come criterio per stabilire l’attendibilità dei testi.
Fra le opere più importanti vi è il Tokugawa Jikki del 1809, lo Hincho tsugan e il Nihonshi, queste ultime due sono opere molte vaste composte rispettivamente da 310 e 390 volumi.
Il Nihonshi, fu iniziato nel 1655 ma venne completato solo nel 1906, conteneva anche le biografie ufficiali degli shogun e metteva incitava alla lealtà verso l’imperatore.
Tre importanti storici del periodo Edo furono: Yamaga Soko, Arai Hakuseki eRai San’yo. Yamaga Soko fu il teorico del bushido, Arai Hakuseki scrisse il Tokushi yoron, il Seiyo kibun e l’Oritaku shiba no ki, mentre San’yo scrisse il Nihongaishi.
Il Tokushi yoron scritto nel 1712 è la prima opera di storiografia moderna perché considera anche fattori economici e politici, si concentra nel periodo dal IX al XVI secolo. Il Seiyo Kibun si basa sul confronto tra Hakuseki e Giovanni Battista Sedotti, un prete italiano, arrivato in Giappone clandestinamente, di cui viene apprezzata la cultura, ma ridicolizzata la religione, il cristianesimo viene infatti riottenuto illogico e assurdo. L’Oritaku shiba no ki è l’autobiografia di Hakuseki, considerata la prima opera autobiografica giapponese.
Il Nihongaishi di San’yo si ispirava al Tokushi yoron evidenziava l’importanza dei valori morali e difendeva l’autorità imperiale.
Fonti e bibliografia utile
Per approfondire la storiografia giapponese:
- Letteratura giapponese - Dalle origini alle soglie della modernità di Adriana Boscaro, edito nel 2005 da Piccola Biblioteca Einaudi (pp. 129-136);
- La narrativa giapponese classica di Luisa Bienati e Adriana Boscaro, edito nel 2010 da Marsilio Editori (pp.42-43).

