Storia della letteratura giapponese
Le origini: periodo Nara
Volendo ricercare le origini della letteratura giapponese bisogna arrivare all’VIII secolo, poiché la scrittura in Giappone è stata introdotta solo intorno al V-VI secolo.
Se si volesse scegliere una data precisa si potrebbe indicare il 712, anno a cui risale la più antica opera di letteratura giapponese pervenutaci.
La letteratura di corte: periodo Heian
Se il Periodo Nara (710-794) può essere considerato il punto di partenza, quello successivo il Periodo Heian si può ritenere il periodo d’oro della letteratura giapponese.
Nel periodo Heian fiorisce la letteratura di corte basata sugli ideali di raffinatezza ed eleganza, sull’amore per la natura e la superiorità delle allusione, del “non detto”, rispetto all’esplicito.
Nasce questo periodo è il concetto di mono no aware, col quale si indica la “sensibilità delle cose”, la percezione della bellezza di ciò che si sta ammirando unita alla malinconia per la consapevolezza che è destinata a svanire.
Nascono nel periodo Heian i generi del monogatari, “racconto”, nikki “diario”, e shu, “raccolte poetiche”, anche se utilizzare tali traduzioni è in parte improprio, poiché non vi è totale corrispondenza con i generi occidentali.
L’aristocrazia guerriera: il periodo Kamakura
Nel periodo Kamakura nonostante il potere politico si fosse allontanato dalla capitale, Kyoto rimase il centro culturale.
Particolare rilevanza acquisterà la poesia con la raccolta di Go-Toba il shinkokinwakashu e i racconti epici, i cosiddetti gunki monogatari, in cui si descrivono guerrieri inermi davanti alla brevità della vita, sempre a rischio sul campo di battaglia, tutto è permeato dalla transitorietà delle cose e da un generale pessimismo.
Nasce in questo anche lo heike monogatari un invito a riflettere su quanto sia effimera la vita trasmesso da monaci cechi itineranti, definiti biwa hoshu.
Si diffondono in questo periodo anche i racconti degli eremiti che raccolgono i loro pensieri e aforismi nei zuihitsu, divagando senza seguire necessariamente un filo logico.
La cultura popolare: il periodo Muromachi
Alla base della cultura del periodo Muromachi vi erano i machishu, aristocratici decaduti, aristocrazia militare, ma anche mercanti e artigiani, che si riunivano in circoli per comporre poesie ammirare opere di alto artigianato.
Per le strade fuori dalle città si assisteva invece a un brulicare di saltimbanchi, cantastorie, burattinai e prestigiatori.
Si sviluppa in questo periodo un’ampia produzione di otogizoshi, racconti con uno stile semplice assimilabile alla lingua parlata e contenuti di ispirazione popolare.
La cultura urbana: il periodo Edo
Il periodo Edo si può dividere in due: dalla riunificazione al 1770-90 si ha il predominio culturale del Giappone centrale, in particolare della città di Osaka, poi furono le regioni orientali del Kanto ad avere in controllo della cultura, e in particolare Edo.
Una delle caratteristiche di questo periodo è l’affermarsi di un ceto urbano, i chonin, formato “uomini di città”, con diversi livelli di istruzione, che diedero vita a nuove forme teatrali popolari e divennero i nuovi fruitori e autori della letteratura.
Si svilupparono differenze fra le diverse città in particolare tra Kyoto e Osaka, portatrici di una cultura più raffinata, e Edo caratterizzata da una letteratura più polemica e rozza.
Nacquero nuovi generi letterari e si diffusero uomini di lettere, detti bunjin, che si dedicavano alle arti e alla scrittura in cinese e in giapponese, nell’ultimo caso più come passatempo .
Ebbero un forte sviluppo in questo periodo i quartieri di piacere, i kuruwa, denominati in molti altri modi, dove molti autori ambientarono le loro opere e dove vennero ambientati molti drammi teatrali.
Bibliografia
Per approfondire la storia della letteratura giapponese:
- Letteratura giapponese - Dalle origini alle soglie della modernità di Adriana Boscaro, edito nel 2005 da Piccola Biblioteca Einaudi.

