Bambole Giapponesi

Introduzione

Le bambole giapponesi vengono indicate col termine "ningyou", una parola composta formata da due ideogrammi che significano "forma" e "persona", si potrebbe tradurre con l'espressione "copia di una persona".

Le bambole giapponesi infatti sono antropomorfe, cioè hanno sembianze umane, hanno un forte valore simbolico in quanto oltre a essere delle compagnie di giochi, suggellano l'amicizia e aiutano i bambini nel passaggio dall'età dell'infanzia a quella della maturità.

Inoltre secondo la tradizione le bambole vanno trattate con particolare cura perché dotate di una loro anima chiamata tamashi.

Storia

Le bambole giapponesi furono realizzate per la prima volta nel periodo Jomon, all'incirca dal 10.000 al 300 a.C., si trattava di statuette in argilla, chiamate "dogu" che significa figure di terra. Queste statuette avevano sembianze umane, erano alte solo pochi centimetri e generalmente avevano i tratti del viso molto marcati, soprattutto gli occhi che erano rotondi e cerchiati. Si pensa avessero una funzione religiosa e che venissero rotte durante i riti.

Successivamente nel periodo Kofun (300 a.C. - 250 d.C) comparvero delle nuove statuine dette "haniwa" che venivano poste nella sommità o nei dintorni dei tumuli funerari. La leggenda vuole che l'imperatore Suinin le abbia introdotte per sostituire i servi che un tempo venivano sepolti vivi con loro signore. Questo tipo di statuette erano in argilla vuota, il nome "haniwa" infatti significa oggetto in argilla cava, prima erano dei semplici cilindri poi assunsero le forme di sacerdotesse, guerrieri e animali oppure di case che servivano a contenere lo spirito del defunto.

Da queste statuine derivano le bambole da collezione e da gioco che nacquero in epoca Heian, grazie all'introduzione di tecniche buddiste per la produzione artigianale di questi oggetti. E proprio a questo periodo che risalgano Amagatsu e Hoku due bambole in bambù ritrovate dagli archeologi.

Amagatsu rappresenta la figura maschile ed è realizzato in bambù con la testa in legno, il vestito invece è in broccato mentre Hoko rappresenta la figura femminile ed è costituita da una struttura in bambù ricoperta di seta bianca.

Dall'epoca Heian in poi si diffusero tantissimi tipi di bambole e ancora oggi queste rivestono un ruolo importante nella cultura giapponese come dimostra il fatto che nella città di Iwatsuki esistano quasi 300 laboratori artigianali e 100 negozi di bambole. Vengono poi festeggiate alcune ricorrenze come il Giorno delle bambine e il Giorno dei bambini le bambole svolgono un ruolo particolarmente importante.

Hitogata

Le hitogata sono delle bambole piatte in legno o carta, risalenti al periodo Heian, secondo la tradizione su queste bambole si accumula la malvagità, la sfortuna e qualunque influenza negativa di che le possiede, per questo motivo venivano utilizzate per esorcizzare il male. Infatti una volta che avevano accumulato al loro interno ogni cattiveria venivano gettate in acqua e insieme a loro spariva ogni forza negativa.

In particolare il primo mese delll'anno si svolgeva il rito del nagashi hina o hina okuri, durante il quale ogni giapponese andava sulla sponda di un fiume con un hitogata che gettava in acqua lasciandola in balia della corrente. Questo rito talvolta viene compiuto ancora oggi.

Kimekomi ningyo

Questo tipo di bambole sono realizzate con la tecnica kimekomi, da cui prendono il nome, si tratta di una Kimekomi lavorazione artigianale ideata da Tadashige Takahash,i un prete del tempio di Kamo nel XVIII secolo.

Vengono realizzate a partire da una forma base ovoidale e tondeggiante che costituisce il corpo creata con segatura di legno di Paulownia mista a colla di riso e fibbra di juta, a questa base vengono poi aggiunte le mani e la testa rigorosamente dipinte a mano. Il vestito invece è in broccato di seta e viene posizionato sul corpo base grazie a delle scanalature che permettono l'inserimento degli scampoli di stoffa.

Karakuri

Le bambole karakuri sono delle bambole automatizzate diffusesi soprattutto fra il 1605 e il 1867, sono costruite in legno e porcellana possono muoversi grazie a dei particolari meccanismi regolati da molle, sabbia e mercurio.

Secondo la tradizione per queste bambole, precursori dei robot, occorrono quranta giorni e quaranta notti di lavoro artigianale e per questo quelle originale hanno un costo altissimo che può superare i 6500 euro.

Daruma

Le bambole daruma o dharma sono delle statuette votive giapponesi prive di gambe e braccia che rappresentano Bodhidharma, il fondatore del buddismo zen.

Generalmente sono rosse, gialle, verdi e bianche e poiché sono molto rotonde quando vengono spinte tornano in piedi da sole e proprio perché si rialzano sempre rappresentano l'ottimismo e la costanza.

La bambola ha un viso d'uomo stilizzato con baffi e barba, su di esse và disegnato un solo occhio quando si esprime un desiderio, dopo che il desiderio si sarà avverato si disegnerà anche l'altro occhio; inoltre sulle loro guancie si possono scrivere delle scritte benaugurali.

Bambole Kimekomi
L'immagine delle bambole kimekomi ha una licenza CC by-sa e appartiene a :)gab(: .
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