Popolazione del Giappone
La popolazione giapponese
La popolazione giapponese, che nel 1846 contava 32 milioni di abitanti, attualmente raggiunge 127 milioni ed è distribuita su una superficie di 327000 km2 ciò significa che la densità è molto elevata infatti è pari a 336 ab/km2.
Questa enorme densità in passato ha spinto i giapponesi a immigrare verso gli Stati Uniti, tuttavia con la stabilizzazione dell'incremento demografico che ora è solo del 0,3% i flussi migratori si sono bloccati e sono circa 2 milioni i giapponesi che vivono all'estero.
A causa della crescita demografica così bassa e di un'elevata qualità della vita, che consente al Giappone di avere una vita media fra le più lunghe al mondo, la popolazione del Giappone è una delle più vecchie infatti il 21% degli abitanti hanno più di 65 anni.
Composizione etnica e minoranze
La popolazione giapponese è etnicamente molto omogenea infatti è costituita per il 99% da giapponesi, l'origine di questa popolazione è ancora incerta ma si fa risalire generalmente alla razza mongolica con lineamenti simili a quelli cinesi e coreani ma con una statura inferiore.
Questa razza mongolica si sarebbe mischiata alla popolazione autoctona degli Ainu, una popolazione europoide attualmente ridotta a una minoranza di 15000 individui che vive solo nell'Hokkaido.
In Giappone purtroppo esiste ancora oggi una minoranza discriminata che è quella dei burakumin ossia i discendenti della casta più bassa seconda la religione scintoista, ovvero di tutti coloro in qualche modo legati alla morte come becchini, conciatori di pelli e i boia.
Anche se le caste furono ufficialmente abolite nel 1871 le discriminazioni permasero e nel 1875 scoppio il cosiddetto incidente "Tokushu Buraku Chimei Soukan", per cui si scoprì che in tutto il Giappone era stato divulgato un libro con i nomi dei discendenti dei burakumin del quale grandi industrie si servirono per evitare di assumere coloro che appartenevano all'antica casta degli intoccabili.
Attualmente la situazione dei 3 milioni di burakumin è molto migliorata ma soprattutto nel sud la discriminazione c'è ancora e nonostante un buon titolo di studio gli appartenenti a questa minoranza faticano a trovare un buon lavoro inoltre i matrimoni con i burakumin sono ancora visti con sospetto.
Lo stato ha cercato di agevolare i burakumin proponendo anche nelle scuole lezioni contro la discriminazione il problema e che alcuni burakumin sfruttano la situazione di discriminazione in cui si trovano sia sul lavoro e vivendo gratuitamente in case pubbliche.
Emarginati sono anche gli Ainu di Hokkaido e gli abitanti di Okinawa, gli Ainu hanno gli occhi a mandorla ma hanno la pelle bianca, ricoperta da peluria, essi sono considerati primitivi benché dotati un'organizzazione sociale abbastanza complessa, e di una propria lingua e religione.
La popolazione straniera residente in Giappone
I giapponesi a causa della loro cultura sono abbastanza diffidenti nei confronti degli immigrati stranieri questo comportamento è legato a un forte orgoglio nazionale e a un attaccamento al proprio paese.
Gli immigrati stranieri sono circa 1 milione di cui 650.000 sono residenti permanenti, gli immigrati sono in maggioranza coreani circa 700.000, seguono i cinesi con 150.000 individui poi filippini e brasiliani pochissimi invece gli europei.
I coreani arrivarono soprattutto negli anni Trenta in seguito alla guerra cino-giapponese in cui il paese del Sol Levante aveva conquistato la Corea, molti coreani hanno ormai una cultura giapponese ma talvolta sono ancora discriminati sul lavoro.
Il fenomeno dell'urbanizzazione
Uno dei maggiori problemi del Giappone è l'urbanizzazione infatti l'80% giapponesi risiede in città e il 60% vive nelle grandi metropoli con densità pari a 4000ab/km2 in particolare nella megalopoli lineare che comprende la fascia urbana che va da Tokyo a Fukuoka concentra sul 6% del territorio nazionale il 50% della popolazione.
Ovviamente questa elevata densità comporta non pochi problemi per la popolazione infatti molti operai vivono in appartamenti di pochi metri quadrati messi a disposizione dall'azienda in cui lavorano, si creano così dei palazzi ad alveare che fungono quasi solo da dormitori.
Il governo ha cercato di migliorare la situazione vendendo appezzamenti di terreno nelle zone rurali a prezzi molto vantaggiosi e cercando di invertire il flusso migratorio che dagli anni Cinquanta ha portato gran parte della popolazione giapponese ad abbandonare le campagne.


