Politica del Giappone

Ordinamento del Giappone e storia della politica giapponese

In Giappone vi è una monarchia costituzionale gestita da un governo a capo del quale c'è il primo ministro e da un parlamento bicamerale: la Dieta Nazionale del Giappone divisa nella Camera dei Rappresentati e nella Camera dei Consiglieri, mentre il potere giudiziario è indipendente.

Lo stato giapponese ebbe il suo primo imperatore Jimmu nel 660 e per un certo periodo il potere fu nelle mani di questa figura, fino a quando nell'epoca Kamakura nacque l'istituzione dello shogunato, infatti in questo periodo il controllo dello stato passò allo shogun e l'imperatore assunse una funzione meramente formale.

La monarchia costituzionale invece nacque con la restaurazione Meiji infatti fu abolita l'istituzione dello shogunato e l'imperatore ripresi i pieni poteri emanò nel 1889 la prima costituzione giapponese.

In seguito all'occupazione degli alleati fra il 1945 e il 1952 in Giappone la sovranità che prima era nelle mani delle imperatore passò in quelle del popolo così l'imperatore divenne unicamente un simbolo per la nazione.

La figura dell'imperatore

L'imperatore, in giapponese tenno, letteralmente "sovrano celeste", come già detto ormai è solo una figura simbolica che rappresenta l'unità del popolo giapponese e la stessa nazione.

La carica imperiale è ereditaria, in passato l'imperatore era il capo militare e religioso e esisteva un cult o chiamato Arahitogami che lo identificava come il figlio delle divinità nella religione scintoista.

Il ruolo attuale dell'imperatore è descritto nel primo capitolo della del a947 qui si afferma che egli è il simbolo dello stato dell'unità della nazione e che ogni suo atto nelle questioni di deve approvato dal governo.

Si afferma quindi che l'imperatore non ha alcun potere per quanto riguarda il governo, ma ha la facoltà di nominare il Primo Ministro e il giudice a capo della Corte Suprema, attenendosi rispettivamente alla volontà della Dieta e del Governo.

La particolarità della monarchia costituzionale giapponese è che l'imperatore non è anche il capo di stato ma nonostante ciò egli svolge tutte le funzioni diplomatiche perché è considerato una capo di stato dalle altre nazioni.

Il poter esecutivo: il governo giapponese o Gabinetto

Il potere esecutivo è affidato al governo, che è subordinato alla Dieta e quindi al legislativo che sceglie il Primo Ministro, anche se questo è ufficialmente nominato dall'imperatore.

Il governo o gabinetto è costituito dal Primo Ministro, che lo preside e non deve far parte né della dieta né dell'esercito, e da una serie di ministri di stato che possono essere nominati e costretti alle dimissioni dal Primo Ministro, che comunque deve sceglierli perlopiù fra i membri della dieta.

Il potere legislativo: il parlamento giapponese o Dieta

Il potere legislativo è affidato a un parlamento bicamerale chiamato Dieta Nazionale o Kokkai che ha un ruolo di preminenza rispetto al governo e alla magistratura infatti guida l'imperatore nella scelta del Primo Ministro e del capo della Corte Suprema.

La Dieta è costituita da due camere elette a suffragio universale: una camera bassa composta 480 membri chiamata Camera dei Rappresentanti in giapponese Shugi-in e una camera alta composta 252 membri chiamata Camera dei Consiglieri in giapponese Sangi-in.

Il potere giudiziario: la magistratura giapponese

Il potere giudiziario in Giappone è affidato ai giudici della Corte Suprema che sono nominati dall'imperatore secondo il volere della Dieta.

La costituzione del dopoguerra garantisce che la magistratura sia indipendente dagli altri poteri e che i giudici possono essere rimossi dall'incarico solo per incompetenza fisica o mentale oppure per decisione della maggioranza degli elettori nel referendum che si tiene ogni 10 anni a partire dalla prima elezione generale dopo la nomina del giudice.

Nel sistema giudiziario giapponese esistono diverse corti che implicano 4 principali gradi di giudizio.

Le Corti Distrettuali, in giapponese Chiho-saiban-sho, vi è una di queste corti per ciascuna delle prefetture eccetto che per l'Hokkaido che ne ha quattro Si occupano di cause civili il cui valore superi 1.400.000¥ e delle audizioni per bancarotta. Ogni processo della Corte Distrettuale è presieduto da almeno un giudice oppure due nei casi di appello o per condanne superiori a un anno.

Le Alte Corti, in giapponese Ko-to-saiban-sho , sono 8 e si trovano a Sapporo, Sendai, Tokyo, Nagoya, Osaka, Hiroshima, Takamatsu, e Fukuoka. Solitamente sono presiedute da tre giudici, benché sia prevista la seduta con cinque giudici per alcuni casi come quelli relativi alla legislazione antitrust, ogni alta corte è guidata da un Presidente nominato dal Governo.

La Corte Suprema in giapponese Saiko-saiban-sho è situata nei pressi del palazzo della Dieta Nazionale a Hayabusacho. La "Grande Sezione" Daiho-tei della Corte Suprema si compone di 15 giudici, nominati dal Governo con l'approvazione solo formale dell'Imperatore. La Grande Sezione è divisa in tre "Piccole Sezioni" Sho-ho-tei composte da 5 giudici ciascuna, che si occupano degli appelli primadell'udienza davanti alla Grande Sezione. L'appello alla Corte Suprema è detto jo-koku, e può essere richiesto per un errore di interpretazione della Costituzione o per un errore di interpretazione delle leggi penali da parte della Corte Suprema o dell'Alta Corte.

Esistono poi le Corti Famigliari in giapponese Katei-saiban-sho che si occupano delle cause di divorzio, di criminalità giovanile e di tutte le forme di disputa domestica, comprese le corrette registrazioni all'anagrafe e al catasto. Il loro potere è largamente limitato alla mediazione e se non è possibile raggiungere un accordo, il caso è trasferito alla Corte Distrettuale.

Le elezioni in Giappone

In Giappone il sistema elettorale è piuttosto complesso ma in genere l'affluenza alle urne è intorno al 60% degli aventi diritto al voto ossia di tutti i cittadini giapponesi che hanno la residenza registrata in Giappone da più di 3 mesi.

L'età minima per avere diritto al voto è 20 anni sono però esclusi dalle votazioni i carcerati e tutti coloro che pur avendo compiuto i 20 anni sono sotto la tutela di un altro adulto per squilibri mentali.

Il sistema politico giapponese ha tre tipi di elezioni: le elezioni generali per la Camera dei rappresentanti che si tengono ogni quattro anni, a meno che la Camera bassa è sciolto in precedenza; le elezioni per la Camera dei Consiglieri che si tengono ogni tre anni per rinnovare la metà dei suoi membri e elezioni locali che si tengono ogni quattro anni per le cariche nelle prefetture e nei comuni.

La Dieta, come già detto, ha due camere quella dei rappresentati è composta da 480 membri eletti ogni quattro anni di cui 300 vengono scelti con un sistema di voto uninominale nelle singole circoscrizioni elettorali mentre gli altri 180 sono eletti tramite una rappresentanza proporzionale negli 11 distretti elettorali.

In questo sistema elettorale, ogni elettore vota due volte, una volta per scegliere un candidato nella circoscrizione locale e un'altra volta per uno dei partiti, ciascuno dei quali ha una lista di candidati per ogni distretto. I seggi vengono poi assegnati in proporzione alla quantità di voti ricevuti.

La camera dei consiglieri ha 242 membri, eletti ogni 6 anni e rinnovabili per la metà ogni 3 anni, 146 membri vengono eletti tramite delle liste nelle circoscrizioni di ogni prefettura mentre gli altri 96 sono eletti da una rappresentanza proporzionale su base nazionale.

Fino al 1993 in Giappone il Partito Liberal Democratico era l'unico partito con una posizione di rilievo, ma in seguito nel 1994 venne fondato un nuovo partito costituito dal Partito Socialista (JSP), dall'LDP e dal Nuovo Partito Sakigake nacque così una forte opposizione e il sistema del bipartismo in cui si fronteggiano i due maggiori partiti.

Manifesti elettorali in Giappone
Manifesti elettorali in Giappone, foto con licenza CC by.nc di nofrills
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