Professioni Legali Giapponesi
Indice professioni legali in Giappone
- Cenni Storici
- Formazione dei giuristi
- Bengoshi: avvocati giapponesi
- Saibankan: giudici giapponesi
- Kensatsukan: pubblici ministeri giapponesi
Cenni Storici
L’insieme dei professionisti legali viene definito in giapponese hōsō 法曹 in questa categoria rientrano avvocati, giudici e pubblici ministeri.
Fino al periodo Meiji non esistevano in Giappone dei professionisti legali veri e propri.
Inizialmente erano gli studiosi confuciani ad occuparsi del diritto, durante il periodo Edo comparvero le prime figure di difensori legali: i kujishi. In realtà si trattava di consulenti che si offrivano di aiutare la gente comune a presentare le loro istanze ai funzionari.
Nel periodo Meiji si fu adottato il codice civile sul modello tedesco e nacquero i moderni professionisti legali, ulteriori riforme furono poi introdotte nel periodo dell’occupazione americana. In particolare nel 1947 venne sancita l’indipendenza della magistratura e l’anno seguente venne creato l’Istituto per la formazione la ricerca legale.
Formazione dei giuristi
Coloro che vogliono dedicarsi alla professione legale devono in primo luogo ottenere una laurea in giurisprudenza, poi devono superare un difficilissimo esame di stato: il shihō shiken 司法試験 per poter entrare a far parte dell’Istituto per la formazione la ricerca legale.
Solo il 3% dei candidati riesce a superare l’esame e accedere all’Istituto, dove dovrà frequentare per un anno un corso, ciò spiega la presenza di pochi professionisti legali in Giappone.
Bengoshi: avvocati giapponesi
Gli avvocati sono definiti in giapponese bengoshi 弁護士. Nascono nel 1882, quando, con l’introduzione del codice civile, viene garantito agli imputati un difensore tecnico.
La prima legge specifica sugli avvocati risale però al 1893 e inizialmente li poneva sotto il controllo del ministero della giustizia. Nel 1933 furono introdotti i requisiti necessari a i giuristi e furono ammesse alla categoria anche le donne.
Saibankan: giudici giapponesi
I giudici giapponesi, sono detti saibankan 裁判官, devono formarsi nell’Istituto per la formazione la ricerca legale e ottengono posizioni gerarchicamente superiori ogni dieci anni.
Generalmente ottengono come primo incarico quello di giudice assistente presso un tribunale distrettuale o famigliare, dopo dieci anni ottengono automaticamente un incarico come giudice ordinario, ogni dieci anni ottengono un ulteriore avanzamento di carriera fino ad arrivare al pensionamento all’età di 65 anni o 70 anni in caso di accesso alla corte suprema.
I giudici sono formalmente nominati dal governo, ma in realtà le candidature sono predisposte dalla Corte Suprema, da cui i giudici dipendono per quanto riguarda promozioni e azioni disciplinari. La rimozione dei giudici è affidata invece a un organismo del parlmento.
Kensatsukan: pubblici ministeri giapponesi
I kensatsukan 検察官 sono I pubblici ministeri giapponesi. Nascono nel 1872 secondo il modello francese ma hanno subito anche l’influenza tedesca e amricana.
Attualmente si distinguono dai pubblici ministeri degli altri sistemi occidentali per gli ampi poteri di cui sono dotati nella fase precedente all’incriminazione formale dell’imputato, che può avvenire fino a 23 giorni dopo l’arresto.
I kensatsukan non sono tenuti a redigere un verbale fedele ma possono trascrivere solo le informazioni ritenute più rilevanti ottenute peraltro in interrogatori in cui la presenza del difensore non è garantita fino all’incriminazione formale.
Fonti e disclaimer
Quanto contenuto nella sezione dedicata al diritto è in gran parte preso dal libro Diritto dell'Asia Orientale, citato sotto, qui si è cercato di farne una sorta di sintesi tuttavia possono esserci numerosi errori dovuti alla mia totale incompetenza nel campo del diritto. Invito perciò chi volesse farsi un'idea corretta e approfondita sul tema a leggere il libro in questione.
L'angolo dell'approfondimento
Diritto dell’Asia Orientale
di Renzo Cavalieri, Giorgio Fabio Colombo, Laura Sempi e Marta Zimbardo – Libreria Editrice Ca’ Foscarina

