Ikebana

Etimologia della parola ikebana

La parola giapponese ikebana significa letteralmente "fiori viventi" e indica la difficile arte della disposizione dei fiori recisi secondo delle regole precise ma anche lasciandosi guidare della creatività personale, quest'arte era anticamente conosciuta come Kado cioè "la via dei fiori" utile per l'elevazione spirituale nel buddismo zen.

Nell'ikebana si utilizzano vari tipi di fiori, ma anche rami rinsecchiti di pino, foglie secche e muschi purché tutto sia disposto secondo un'armonica composizione e che, a differenza delle ricchissime composizioni occidentali, permetta ai fiori di seguire il loro ciclo fiorendo e muovendo lo stelo liberamente.

Generalmente l'ikeabana è composto da tre elementi disposti a triangolo: un ramo alto e diritto che rappresenta il cielo, uno inclinato verso destro e di media altezza che rappresenta l'uomo e infine uno ancora più basso che rappresenta l'uomo.

Cenni storici sull' ikebana

L'ikebana è un'arte antichissima e seppure le sue origini sono da ricercarsi in India e Cina, si sviluppò poi nel Giappone del VI d.C. secolo quando il buddismo arriva nell'arcipelago tramite i monaci cinesi e coreani.

Infatti è proprio il buddismo che introduce l'usanza delle composizioni floreali che, nei primi tempi, venivano usate come offerte votive e realizzate unicamente dai nobili e dai monaci buddisti, solo più tardi si diffuse fra tutti i ceti e divenne popolare col nome di ikebana.

Ma il vero sviluppo dell'ikebana e da ricondursi al XV secolo, quando lo shogun Yoshimasa Ashikaga introdusse il tokonoma, una rientranza presente in una stanza della casa in cui venivano posti degli oggetti che portasseroarmonia e buon gusto nell'abitazione, come l'ikebana.

Per consentire a tutti di avere una composizione floreale da disporre nel loro tokonoma le regole dell' ikebana furono notevolmente semplificate, permettendone così una grande diffusione.

Il primo stile, molto elaborato comprendente sette rami di cui tre principali e quattro secondari, fu il "Rikka"; più tardi nel XVI secolo si diffuse il "Nageire", uno stile particolarmente semplice e austero che ricercava la naturalezza e la semplicità in seguito si diffuse il "Seika", una semplificazione del "Rikka".

Durante la restaurazione Meiji, sotto l'influenza dell'occidente, venne introdotto lo stile "moribana" che significa "fiori ammassati", questo stile si avvicinava di più alla composizioni floreali occidentali, perché prevedeva la presenza di molti fiori quasi si volesse ricreare un paesaggio in miniatura.

Solo in epoca moderna sono stati introdotti i vasi bassi e altri elementi come sassi e materiali naturali e grazie alla presenza di molteplici scuole sono nati numerosi stili di ikebana.

Ikebana
Ikebana: foto di Frans de Wit con licenza CC by-nc-nd
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