Storia dell'abbigliamento giapponese

Periodo Jomon(10.000 a.C.-300 a.C.)

La storia dell'abbigliamento giapponese ha inizio nel periodo Jomon in cui l'unica forma di abito era costituita da pelli di animali e non c'erano differenze tra gli abiti maschili e femminili.

Periodo Yayoi (300 a.C.- 250 d.C.)

In questo periodo la storia dell'abbigliamento giapponese subisce un ulteriore evoluzione: gli uomini indossano lo "yokohaba no nuno" che era composto da due scampoli di stoffa, uno che copriva la parte superiore del corpo ed era fissato all'altezza del petto, l'altro invece era legato all'altezza del pancia e copriva il corpo fino alle ginocchia.

Le donne invece portavano un abito chiamato "Kantoi" composto da una gonna a cui era sovrapposto un vestito stretto in vita da una cintura in cotone.

Periodo Yamato

L'abbigliamento giapponese cambia ancora quando con lo stanziamento di alcuni coloni cinesi, in Giappone si diffuse l'arte dell'allevamento dei bachi da seta. Ma poiché non si conoscevano ancora le tecniche per la tintura di questo tessuto gli abiti di seta rimanevano bianchi.

Sia gli uomini che le donne portavano indumenti costituti da due parti una per la parte inferiore del corpo e una per la parte superiore con delle maniche strette. Già in questo periodo gli esponenti dei ceti sociali più elevati si distinguevano dagli altri per il loro modo di vestire. Gli uomini portavano un abito chiamato kinubakama composto da una giacca svasata detta kinu insieme dei larghi pantaloni chiamati hakama, mentre le donne indossavano uno stesso tipo giacca assieme a una gonna a pieghe detta mo.

Periodo Asuka e Nara (710 - 784)

Già a partire dal periodo Asuka e poi in seguito nel periodo Nara si svilupparono nuove tecniche per la tintura dei tessuti che assumevano colorazioni sgargianti. Le colorazioni variavano col variare del rango.

La nobiltà portava lunghe simili a quelle cinesi di epoca Tang. Gli uomini portavano hakama verdi insieme a una gonna plissettata e una giacca, che veniva indossata sopra la gonna e fermata tramite una cintura, generalmente anch'essa era di colore verde oppure arancione come il copricapo. Le donne continuavano indossare la gonna a pieghe detta mo, però di colore arancione e portavano i capelli lunghi raccolti.

Periodo Heian (784 - 1185)

Il periodo Heian fu particolarmente florido per quanto riguarda l'arte e anche l'abbigliamento giapponese subisce una notevole evoluzione: a corte gli abiti diventano rigidi e voluminosi e si compongono di innumerevoli strati sovrapposti.

Periodo Kamakura (1185 - 1333)

Durante il periodo Kamakura vennero abbandonati i kimono sontuosi dell'epoca precedente, inadatti gli uomini e alle che appartenevano alla classe dei samurai, e ci fu ritorno alla semplicità e alla sobrietà.

Nella vita quotidiana i guerrieri indossavano un kimono chiamato hitatare, che per la sua semplicità assomigliava agli abiti dei contadini, ma fu invece progettato per facilitare i movimenti ai guerrieri che non potevano essere impacciati dal peso degli abiti.

Periodo Muromachi(1392 - 1568)

Durante il periodo Muromachi i guerrieri cercarono di evitare la sfarzosa vita di corte e anche i loro abiti si semplificarono nacquero così il Daimon Kimono e il Suo Kimono.

Il Daimon Kimono che ha cinque stemmi famigliari, kamon, situati sulle spalle, sulle maniche e sulla schiena ciò riflette l'importanza del signore, daimyo, fortemente legato alla sua dinastia.

Il Suo Kimono era quasi identico all' Hitatare ma cambiavano i tessuti infatti non era di seta ma di lino e cuoio, materiali assai meno costosi.

Le donne invece usavano il kosode un kimono dalle maniche corte sopra al quale nelle occasione formali si indossava un altro kimono chiamato Uchikake insieme all'hakama una gonna-pantalone che per le donne dove avere un strascico.

Le persone comuni indossavano il dobuku un corto mantello, simile all'haori, che inizialmente portavano i mercanti di strada ma che in seguito si diffuse anche fra le classi più alte.

Periodo Momoyama(1568 - 1603)

Con la ripresa di una posizione di autorità da parte dei samurai e dei benestanti proprietari terrieri, ci furono dei cambiamenti anche nell'abbigliamento che divenne più elaborato.

Le donne continuavano a indossare il kosode in pubblico ma le mogli dei più potenti daimyo portavano kimono più ricchi e raffinati più in armonia con il loro stautus sociale, l'abito di nozze tradizionale utilizzato ancora oggi deriva dagli abiti di questo periodo.

I guerrieri che viaggiavano spesso indossavano kimono più pratici, semplici e lineari composti dagli hakama e una giacca con le maniche strette alle estremità, i samurai di più basso rango invece usavo un kimono con maniche tubolarie dei pantaloni corti.

Periodo Edo(1603 - 1868)

Durante il periodo Edo gli uomini indossavano un particolare tipo di kimono composto dagli hakama, ovvero dei pantaloni molto larghi a pieghe, e da una giacca particolare chiamata kamishimo dotata di larghe spalline imbottite, che si infilava dentro i pantaloni.

Nel periodo Edo il kosode venne definitivamente accettato come kimono per le donne, ma subì delle modifiche infatti a causa dell'influenza degli abiti delle cortigiane e degli attori di Kabuki, il kosode divenne un kimono sempre più elaborato e colorato, per mettere in evidenza la bellezza del kimono stesso si preferivano degli obi costituiti da semplice corda.

Periodo Meiji(1868 - 1912)

Nel periodo Meiji il l'abbigliamento giapponese risentì particolarmente dell'influenza degli abiti di foggia occidentale.

Le donne indossavano dei kimono meno lunghi e la stoffa in eccedenza veniva bloccata all'altezza della vita per adattarsi all'altezza della persona, si utilizzava un obi legato con un nodo a tamburo detto taiko musubi, inoltre anche le donne usavano spesso gli hakama dentro i quali infilavano il kimono.

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Immagine tratta da Japan Zone
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