Kimono da donna
Shiromuku
Il termine shiromuku è composto da "shiro", che significa bianco, e "maku", che vuol dire puro, e si usa sia per indicare l'uchikake bianco sia per definire l'insieme composto da tre kimoni bianchi che vengono usati durante la cerimonia di nozze tradizionale, partendo dall'esterno sono: uchikake, kakeshita e shitagasane.
Al kimono dovrebbero essere associati una serie di accessori: ventaglio, borsetta, kanzashi, obijime imbottito e un copricapo chiamato tsuno-kakushi, che significa nascondere le corna. Il bianco sta a simboleggiare la totale disponibilità da parte della donna a conoscere ed apprendere le usanze della famiglia del marito e farle proprie, il copricapo invece simboleggia la volontà della sposa di mitigare il suo carattere. In passato le migliori qualità di una moglie giapponese erano considerate l'obbedienza e la remissività. Secondo la tradizione questo abbinamento di kimoni bianchi và indossato il primo dei tre giorni in cui è divisa la cerimonia nuziale, il secondo giorno la sposa portava un abito rosso che doveva allontanare la sfortuna e il terzo un furisode nero formale. Adesso l'uchikake bianco può essere sostituito durante il banchetto da uno colorato. Ma esiste anche un'altra combinazione di kimoni che si può indossare per il matrimonio composta da un uchikake colorato, sotto cui si porta il kakeshita, e infine, un furisode. Durante il banchetto si può indossare un furisode nero o un abito di foggia occidentale.
Uchikake
L'uchikake era indossato a partire dal periodo Murumachi fino al periodo Edo dalle nobildonne per le occasioni importanti, in seguito invece venne utilizzato unicamente come abito nuziale. Ha le maniche lunghe e l'orlo imbottito, può essere completamente bianco (shiromuku) oppure rosso o di altri colori accesi, decorato con ricami in oro e argento (iro-uchikake).
I motivi dei ricami rappresentano simboli di buon auspicio. Il tessuto utilizzato per realizzarlo è la seta monrinzu o monshusu. L'uchikake si porta senza essere fermato da alcuna cintura.
Kakeshita
Il kakeshita è un particolare tipo di furisode utilizzato durante la cerimonia di nozze sotto all'uchikake, può essere bianco o di colori sgargianti ed è realizzato con seta morinzu o in habutae. Questo abito viene legato in vita, con obi di morinzu bianco, annodato in stile bunko, ma lasciato lungo a terra senza essere rimboccato in vita a formare una sorta di strascico. Sotto di esso si indossa un altro kimono, detto shitagasane.
Shitagasane
Il shitagasane è un kimono che si indossa solo per le nozze sotto il kakeshita, di solito è un po' più corto degli altri.
Tomesode
Il tomesode è un kimono con le maniche accorciate usato dalle donne sposate, che portano dei kimono con maniche più corte rispetto a quelle delle donne nubili per indicare che l'età della frivolezza è finita, né esistono molto tipi in generale indica qualunque kimono che può essere indossato da una donna sposata.
Kurotomesode
Un particolare tipo di tomesode è il kurotomesode. Il termine deriva da kuro "nero", tome "trattenere" e sode "manica", come dice il nome è nero e ha le maniche corte questo indica che è riservato alle donne sposate. Questo kimono è il più formale ed elegante e viene usato per partecipare a eventi importanti come la visita dei santuari e il matrimonio dei famigliari, secondo l'etichetta può essere indossato solo dalle parenti strette come le sorelle o le madri degli sposi e invece ritenuto inadeguato portarlo se non si tratta del matrimonio di famigliari di primo grado.
Il kurotomesode è un kimono a fondo nero decorato con disegni colorati, chiamati kisho, disposti in maniera assimetrica nell'angolo in basso a sinistra per poi espandersi verso l'alto senza comunque superare l'obi, infatti man mano che una donna invecchia i disegni devono essere sempre meno estesi.
Col kurotomesode bisogna indossare zori e obi dorati o argentati oppure bianchi con dettagli oro o argento, sotto il kimono è consigliabile indossare nagajuban e date-eri bianchi di seta rinzu.
Furisode
La parola furisode è composta da "furi" che significa sventolare e "sode" che significa maniche quindi si può tradurre come kimono dalle "maniche svolazzanti", questo nome deriva dalla lunghezza delle maniche che può variare dai 75 cm ai 105 cm, in realtà aggi le maniche possono arrivare anche a misurare 114cm in proporzione all'altezza di chi inodossa il furisode.
In base alla lunghezza delle maniche si possono distinguere tre tipi di furisode:
- O-burisode: maniche lunghe circa 105 cm, in pratica fino alle caviglie;
- Chu-burisode: furisode "medio", con maniche lunghe circa 90 cm;
- Ko-furisode: furisode "piccolo", con maniche lunghe circa 75 cm.
I furisode vengono indossati solo dalle donne nubili, si diceva infatti che le ragazze in età da marito muovendo con grazia le lunghe maniche di questo kimono potessero catturare il cuore di un uomo.
Questo tipo di kimono essendo molto lungo viene ripiegato in vita, solitamente è realizzato in seta rinzu ma i materiali e i disegni usati sono i più vari, a seconda di questi parametri varia il prezzo, che normalmente si aggira intorno ai 15,000$. I colori sono molto vivaci e i motivi partendo dall'orlo si estendono in tutto per tutto il kimono concentrandosi sulla spalla sinistra. Esistono però motivi meno appariscenti riservati alle donne nubili più mature, infatti se in passato il furisode era riservato alle donne con meno di 25 anni che non avevano ancora trovato marito oggi è indossato anche da donne più adulte che non si sono ancora sposate.
Con questo kimono si indossa un obi annodato con fiochi vistosi e fantasiosi e si portano accessori colorati. Il nagajuban deve avere le maniche lunghe e essere decorato a stencil o a shibori, il date-eri deve essere di un colore contrastante. L'obiage è di seta crespata e deve sporgere molto dall'obi a differenza di quello delle donne sposate che sporge appena, gli zori devono essere dorati, argentati o rossi.
Il furisode è il kimono più formale per una donna nubile viene perciò indossato in occasioni importanti come il matrimonio di un parente stretto, per la prima cerimonia del tè dell'anno e durante la giornata dell'adulto che si svolge il secondo lunedì dell'anno quando raggiunti i vent'anni le giovani compiono il passaggio alla maggiore età. Inoltre è il kimono portato abitualmente dalle maiko, le apprendiste delle geishe.
Susohiki o hikizuri e kuro hikizuri
La parola susohiki deriva da "suso" che indica la parte bassa del kimono e "hiki" che significa trascinare infatti questo kimono è più lungo degli altri, ma non viene rimboccato in vita, in modo che la parte inferiore, dotata di un orlo leggermente imbottito, funga da strascico ricadendo a terra elegantemente. Talvolta hanno dipinti degli stemmi rappresentanti una farfalla, un ventaglio o un anatra mandarina (chidori). Questi kimoni vengono usati solo dalle geishe e dalle maiko durante le feste in ambienti tradizionali dotati quindi di pavimenti con tatami che permettono allo strascico di non rovinarsi, quando camminano in strada compiono un gesto, detto hashori, con il quale sollevano l'orlo del kimono da terra con la mano sinistra curandosi di ripiegarsi le maniche del kimono, affinché non tocchino terra.
I kimono delle geishe differiscono da quelli delle altre donne perché presentano motivi più originali, un po' più leggeri e discreti, inoltre il colletto è tirato indietro in modo da lasciare scoperta la nuca, che è considerata una zona erotica dalla tradizione giapponese. Inoltre il colletto del nagajuban sporgerà di più e in maniera assimetrica dal kimono, molto diverso è anche il modo di indossare l'obi le geishe lo portano più in basso e col fiocco leggermente inclinato, come calzature indossano geta o zori e portano un nagajuban coordinato per colore e motivo col kimono.
Esiste anche un variante del susohiki, detta kuro hikizuri, si tratta di un susohiki nero è un abito ancora più elegante, che in passato era composto da due o tre strati, e veniva chiamato "de" attualmente è composto da un unico strato: un kimono nero decorato a shibori o stencil col colletto bianco, sotto il quale si porta un nagajuban rosso. La stessa gamma cromatica è ripresa dai trucchi che sono sui toni del rosso, del bianco e del nero. La parrucca è sempre nera e lucidata con olio di camelia. Con questo questo kimono si indossa un maru-obi o un fukuro obi legato in modo da creare un lungo fiocco dietro la schiena. Come calzature si usano solo i geta e gli okobo, nel caso delle maiko, con laccatura nera durante l'estate.
Irotomesode
Si tratta di un tipo di kimono usato dalle donne sposate, meno formale del kurotomesode, può avere da tre a cinque kamon a seconda del numero di kamon cambia il grado di formalità. Ha uno sfondo a tinta unita ed è decorato solo sotto la cintura. Viene usato ai matrimoni quando non si è parenti strette degli sposi.
Homongi
La parola homongi significa letteralmente "abito da visita". Spesso i genitori regalano questo kimono alla figlia quando si sposa infatti l'homongi può essere definito il kimono convenzionale della donna sposata come il furisode è quello della donna nubile, questo abito è più formale dello tsukesage è può essere indossato per delle feste e per le visite quando si devono scambiare dei doni. Viene indossato anche dalle geishe durante le feste perché non è né troppo formale né troppo casual.
Una delle caratteristiche di questo kimono è la presenza di tasche, cuciture e ampie decorazioni che si allargano oltre le spalle, inoltre passano oltre le cuciture(eba moyou) dunque prima di tingere la stoffa unire con l'imbastitura la parte anteriore e posteriore e disegnare il contorno dei disegni per assicurarsi che la decorazione combaci una volta che il kimono viene cucito definitivamente.
L'homongi può avere da due a tre komon che in genere sono ricamati ma talvolta anche dipinti, sono del tipo "nakakage mon" cioè semi-delineati. Gli accessori da portare con l'homongi sono: il nagajuban di seta colorata o disegnata, per dare un tono più elegante si usa un date-eri in colore contrastante, fukuro obi, obiage ed obijime.
Tsukesage
Il kimono tsukesage prende il nome dall'omonima tecnica per dipingere il tessuto. Si traffa di kimono molto versatile, che possono indossare sia le donne nubili che quelle sposate in molte occasioni, ad esempio per una passeggiata o per la cerimoniadel tè inoltre può essere reso più o meno formale a seconda degli accessori abbinati.
Fu introdotto nel periodo della seconda guerra mondiale come sostituto più economico dell'homongi infatti poiché il motivo non passa sopra le cuciture e possibile tingere i disegni senza effettuare l'imbastitura, si utilizza dunque un unico rotolo (tanmono) e questo comporta costi meno elevati. Altra diffrenza con l'homongi sta nella disposizione dei motivi quelli dello tsukesage sono meno estesi e tendono verso l'alto in genere si tratta di soggetti con andamento verticale ad esempio dei fiori con stelo, ma le decorazioni si espandono in diagonale e in particolare sulla manica destra. Esistono anche altri due tipi di tsukesage:
- il tsukesage-homongi che è una via di mezzo fra l'homongi e il tsukesage in quanto è dotato di disegni che attraversano le cuciture;
- il komon-tsukesage che è un kimono con un motivo ripetuto sparso su tutta la superficie la differenza col komon sta nel motivo.
Iromuji
La parola iromuji significa di un unico colore, questo kimono infatti è in tinta unita privo di decorazioni anche se la seta rinzu con la quale è realizzato può produrre degli effetti che la fanno sembrare disegnata con colori dello stesso tono. Può essere anche essere di monrinzu o chirimen, con un solo kamon dipinto sulla schiena, ma anche con tre o cinque komon, in tal caso può essere usato come kimono formale se non è dotato di kamon si tratta invece di un kimono informale, anche variando il tipo di obi si cambia il grado di formalità.
Komon
Komon significa "bel motivo" si tratta infatti di un kimono con piccolo motivo decorativo a stencil in stile kijaku ripetuto sull'intera superficie dell'abito, può essere indossato sia dalle donne nubili che da donne sposate. Generalmente è informale può essere usato per strada o in ristorante se abbinato a un obi più formale.
Un particolare tipo di komon è l'edo komon che è decorato con piccoli punti disposti in gruppi densi in modo da formare un disegno più ampio sulla superficie dell'abito. Questo particolare tipo di tintura nacque nel perido Edo nella classe dei samurai, come kimono è più formale del komon classico il grado di eleganza è lo stessodi un iromuji adorno di un solo kamon.


